Santuario Madonna della Nova

 

 

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La tradizione vuole che la Cappella delle Cesine, sotto il titolo Santa Maria della Nova fosse stata edificata ad opera di un principe pellegrino, che, dopo essere naufragato sulle coste di Rocca Imperiale marina, si ritirò sull’altura antistante all’approdo a farvi penitenza di ringraziamento.

Si racconta che il ritratto del principe figurasse sulle pareti della vecchia chiesetta, ma questa immagine è sparita nel corso dei secoli, com’è svanita l’immagine della Madonna cui il principe si era rivolto.

L’episodio citato, dovette accadere non prima del 1400, infatti l’istituzione della festa liturgica della Visitazione risale al 1389 per decreto di Papa Urbano VI, promulgato dal successore Bonifacio IX. Il Giubileo che suscitò intenso fervore di pellegrinaggi, fu indetto da costui nei primi del XV secolo, per cui potrebbe darsi che il naufragio avvenne attorno a quell’epoca. Il dipinto della Visitazione che si venera ora, infatti, non è quello originario, né è originario il tempio che subì almeno tre trasformazioni.

 

 


 

 

Nulla sappiamo circa la celebrazione delle feste dell'epoca, ma si può ritenere per certo che la solennità del 2 luglio divenne patronale subito dopo l'incursione turca del 1644.

Il 29 giugno di quell'anno, comparve una grande flotta turca, forte di 50 galee; sbarcati sulla nostra spiaggia da due a tremila armati, gli invasori circondarono le mura della cittadina mentre gli abitanti dormivano. Questi, svegliati di soprassalto e ritenendo impossibile ogni difesa, si rifugiarono nel Castello Svevo. Nonostante l'assedio, i turchi non riuscirono ad impadronirsi della roccaforte. In questa triste circostanza il popolo, raccolto nel castello, dal quale si scorgeva da lontano la chiesetta della Nova, fece voto di solennizzare in perpetuo la data se fosse stato liberato dal pericolo e se avesse subito il danno minimo. E la grazia, venuta il giorno successivo, fu ritenuta un segno della protezione divina, di cui bisognava mantenere sempre vivi la riconoscenza e il ricordo attraverso le generazioni future. In seguito, per la fiducia riposta nella Madre di Dio, sorse l'uso di andare a rilevare la sacra effigie la domenica in albis per riportarla in sede con pompa il 2 luglio di ogni anno.

 

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